I quattro volti del Grecale-Tramontana, il vento croce e delizia del clima di Prato
Alla tramontana pratese, una trentina d’anni fa, qualcuno aveva pensato di dedicare un imponente monumento, piazzandolo all’estremo sud della Calvana e affidandone l’esecuzione all’artista Dani Caravan (proposta poi accantonata). Il vento pratese - in realtà più Grecale che Tramontana perché seguendo la rosa dei venti ci arriva in prevalenza da nord-est - è conosciuto fin dall’antichità come un fattore distintivo del nostro clima, che lo distingue spesso da quello dei vicini fiorentini e pistoiesi. I nostri padri, nonni e bisnonni preferivano chiamarlo tramontana, come in tutta l’Italia centrale, o anche “tramontano”. Più che un errore di valutazione dei punti cardinali, era un modo per dare lustro a quel vento freddo e violento che arriva dai monti nella stagione fredda e si presenta più di frequente rispetto alle città vicine.
Tramontana e Grecale, l’origine dei nomi
Il nome Tramontana deriva dal latino trans montes, "al di là dei monti", riferendosi al fatto che questo freddo vento settentrionale spirava dalle Alpi (il nord per i Romani). Invece, il nome Grecale non deriva dal fatto che arriva dalla Grecia per noi (altrimenti sarebbe scirocco), ma per gli antichi navigatori, che utilizzavano l’isola di Zante (resa celebre da Foscolo col nome di Zacinto) come riferimento per il vento da nord-est quando navigavano nel basso Mediterraneo.
Ma a Prato a decidere da quale direzione spira il vento dai
quadranti settentrionali, Tramontana o Grecale, non è l’origine né il nome, ma
la posizione dei minimi e dei massimi di pressione. Il vento del nord o del
nord-est non è sempre freddo, anzi può anche addolcire le giornate pratesi, con
effetto favonico indotto dall’Appennino, e rendere le notti meno rigide. In
alcuni casi contribuisce a rendere ancora più calda l’aria, il freddo semmai
arriva quando il vento cala. Vi è poi un altro tipo di grecale, neppure questo
freddo, la cui direzione inganna: in realtà si tratta di uno scirocco di
circolazione, ovvero un vento di origine meridionale che gira da nord-est seguendo
l’andamento delle isobare attorno a una bassa pressione posizionata sul medio o
basso Tirreno.
La Rosa dei venti a Prato
La prevalenza del nord-est sugli altri venti è evidente dai due grafici che pubblichiamo qui, la rosa dei venti (in alto) e l’istogramma (in basso): rappresentano la direzione media annuale del vento calcolata sommando 12 anni di rilevazioni nella stazione meteo di Prato Est. Se il Grecale rappresenta quasi il 27% dell’incidenza del vento a Prato, a seguire c’è proprio il vento da nord col 15.5%. Abbiamo già detto che si tratta in buona sostanza dello stesso tipo di vento, la cui direzione può cambiare leggermente per la disposizione dell’alta e della bassa pressione che lo provocano. Insieme, Grecale e Tramontana rappresentano il 42% di tutto il vento pratese. Al terzo posto c’è il Levante, che può essere anch’esso un Grecale un po’ spostato, poi vengono i venti occidentali, Libeccio e Ponente, con poco più del 10% dell’incidenza. Seguono l’Ostro (o Mezzogiorno) e il Maestrale, mentre lo Scirocco è il fanalino di coda. Questa scarsa incidenza dello Scirocco può dipendere anche dalla posizione della città rispetto alla Calvana e al monte Morello, che in parte lo smorzano e in altra parte ne deviano la direzione anche quando il vento da sud-est riesce a raggiungere Firenze.
Una direzione, quattro origini diverse
Grecale di brezza favonica. È di gran lunga il vento più diffuso a Prato, anzi negli ultimi anni con le alte pressioni dominanti, è diventato un vero tormentone. Si tratta, in sostanza, di una brezza, che può attivarsi sia di giorno che la sera specialmente nei periodi anticiclonici, quando sfrutta una differenza di pressione locale tra valli e pianura che si somma a quella già presente quando i massimi di pressione sono a nord dell’Italia. In questo caso la brezza appenninica risente di un certo riscaldamento adiabatico, ossia si riscalda e perde di umidità scendendo di quota, arrivando nelle zone di sbocco della piana come un vento secco e molto mite. Questo grecale è molto frequente in tutte le stagioni soprattutto nei quartieri nord, favorendo una differenza di temperatura e umidità a volte sensibile rispetto alle frazioni più a sud e più a ovest. Non è raro d’inverno che a Paperino o a Galciana la sera ghiacci con l’80% di umidità e 0° C mentre in centro e nei quartieri nord tiri un bel vento, col 40% di umidità e magari 6-7° C. Quindi, le caratteristiche di questo grecale sono la mitezza e l’umidità bassa.
Grecale freddo chiaro. È il vento che scende dall’Appennino durante un’irruzione di aria fredda da est o da nord, presentandosi con cieli per lo più sereni grazie alla protezione dell’Appennino che dissipa le nubi presenti in Emilia e sul versante Adriatico. Anche in questo caso si tratta di un effetto stau-fohn simile alla brezza favonica che abbiamo descritto sopra, ma qui la massa d’aria è più strutturata, viene da lontano e il vento arriva comunque freddo attraverso la Valbisenzio. Questo Grecale può essere calamitato da una depressione che si forma sul mar Ligure, oppure arriva al seguito di una perturbazione atlantica che spostandosi verso sud-est forma un campo di bassa pressione sul Meridione. Dunque, il grecale chiaro è un vento freddo e asciutto.
Grecale freddo scuro. In presenza di una bassa pressione alimentata
da masse d’aria fredda con convergenza di aria più calda e umida in quota, il
vento di Grecale può arrivare a Prato più o meno con le stesse caratteristiche
della bora scura dell’alto Adriatico o della tramontana genovese, cioè
accompagnato da nubi e precipitazioni. Questo tipo di Grecale “umido” fa calare
la temperatura a Prato perdendo le sue caratteristiche favoniche, anche perché
una parte del freddo viene portato dalle quote superiori con le precipitazioni.
Quando nel cuore dell’inverno l’aria che
arriva è gelida e pellicolare, come nel caso dei sempre più rari affondi dalla
Siberia o dagli Urali, questo vento può portare addirittura il gelo e la neve,
con virghe che si avvicinano dall’Appennino e dalla Calvana, specialmente nei
quartieri nord ed est della città. L’ultimo episodio serio è avvenuto fra
febbraio e marzo 2018, ma in piccola dose e con temperature molto meno rigide,
anche la nevicata mista a pioggia del 6 gennaio di quest’anno, è stata favorita
dall’azione del grecale “scuro”.
Grecale-scirocco. Abbiamo già descritto poco sopra questo “falso Grecale” che arriva a soffiare attorno alle zone cicloniche che si formano sul Tirreno centrale o meridionale. Si tratta di un vento piuttosto mite, spesso accompagnato da una nuvolosità stratificata o da cirrostrati, ma anche da nubi compatte e pioggerelle insistenti, quando il minimo di pressione è sul Tirreno settentrionale. Non è infrequente che il “Grecale-Scirocco” col passare dei giorni si raffreddi quando si mescola a una massa d’aria più fredda di matrice continentale.
La direzione e la velocità del Grecale
La direzione del vento da nord-est può variare leggermente
secondo le zone del territorio pratese e il modo con cui viene pilotata dalle
valli (Valbisenzio, valle della Carigiola, val Marina), oscillando da nord a
est. Il Grecale tende a deviare leggermente verso est andando verso Pistoia
seguendo l’inclinazione del versante appenninico, mentre è più di tramontana, da
nord, lungo la pedecollinare della Calvana (Castellina, Pietà) che fa da
sponda. Anche l’ostacolo dei palazzi più alti può avere un ruolo, deviando il
vento nelle zone più urbanizzate. Quanto alla velocità, a parte i casi di
fortunali a tappeto che interessano tutta la piana (come quello del 5 marzo
2015), il Grecale o la Tramontana raggiungono le maggiori intensità allo sbocco
della Valbisenzio (Santa Lucia, Coiano, Castellina) e della valle di Carigiola
(Villa Fiorita, Galceti), conservando una buona velocità anche nel centro e
negli altri quartieri idealmente a nord della Declassata e a est della
tangenziale nord. Capita che in alcuni quartieri della parte più bassa della
piana rispetto al livello del mare, come Iolo, Casale, Castelnuovo e Paperino,
il vento possa essere quasi del tutto assente quando spira invece con decisione,
per esempio, a Chiesanuova e a Santa Lucia.
| Le valli dalle quali il Grecale e la Tramontana si tuffano nella piana pratese |
I record di velocità del vento negli ultimi anni
Non abbiamo a disposizione dati pratesi ufficiali sulle raffiche massime di vento, ma quelli della mia stazione di Prato Est fino alla metà del 2023 e quella Prato Nord-Ovest negli ultimi anni, aiutano a farsi un’idea. Quelle che seguono sono le massime raffiche e la direzione, con la data e le condizioni in cui si sono verificate. Come si nota, si tratta in tutti i casi, tranne uno, di raffiche registrate durante fortunali di Grecale-Tramontana. L’unica eccezione è la raffica di Libeccio registrata durante il temporale del 20 agosto 2025. Il record di velocità del vento si è avuto il 5 marzo 2015, durante la bufera che provocò numerosi danni, fra cui il crollo di un tratto delle mura cittadine. Probabilmente in quella circostanza anemometri piazzati a norma a 10 metri dal suolo senza ostacoli, avrebbero registrato valori di raffica superiori ai 100 km orari o forse più vicini ai 150 km. Sono di conforto per la bontà di questo dato sul 5 marzo 2015 alcuni record registrati lo stesso giorno con anemometri professionali all’aeroporto di Peretola, raffica di 130 km/h, e alla Ferruccia di Agliana, raffica di ben 143 km orari. Zone solitamente veno ventose di Prato.
Alcune immagini dei danni del vento a Prato e dintorni
Uno dei tratti delle mura cittadine crollati in via della Misericordia nel fortunale del 5 marzo 2015
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| Un albero sradicato nel marzo 2015 in piazza Europa |
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| Una parte di copertura dell'asilo di viale Galilei divelta durante il fortunale del'11 aprile 2005 |








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