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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

Bimba salvata nel paese isolato dalla neve nei giorni della grande alluvione

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Non solo acqua e fango: una neonata di nome Marzia e il vigile del fuoco Athos, protagonisti di una bella storia avvenuta a Fossato, sull’Appennino pratese, nel novembre 1966. Nel 2004, a distanza di 38 anni, i due si ritrovarono tra lacrime e stupore.   Il 4 novembre 1966 è una data tristemente nota per le terribili alluvioni che inondarono parte del nostro Paese. Pochi sanno che in quei giorni in cui Firenze annaspava nel fango , una bimba di 3 mesi veniva soccorsa da un vigile del fuoco a Fossato, un piccolo paese dell’Appennino tosco-emiliano rimasto isolato per la neve. Ecco come andò. Il novembre del 1966 è passato alla storia come il mese delle grandi alluvioni: il dramma di Firenze, gli “angeli del fango” , le esondazioni nel nord-est, la marea record a Venezia. Ma quello fu anche un mese di novembre piuttosto rigido, anzi, per molte zone italiane soprattutto del nord e del centro, fu il più freddo in assoluto degli anni Sessanta del secolo scorso. Dopo la grande piena...

Novembre 1966, i giorni del diluvio. (2) Così nacque l'epopea degli Angeli del fango

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Firenze, il film dell'alluvione Tragedie, disperazione, rabbia, ma anche vicende curiose di umanità e solidarietà: dalle cronache di quei giorni, raccolte in alcune pubblicazioni o raccontate da chi ha vissuto da vicino l'alluvione, emergono storie che a volte superano la stessa fantasia del regista di un film drammatico La vendetta dell'Arno iniziò in piena notte, nelle campagne del Valdarno tra Arezzo e Firenze. Ecco come il giornalista Franco Nencini racconta l'inizio del dramma, mentre la maggior parte dei fiorentini dormivano tranquillamente alla vigilia di un ponte festivo, ignari e non informati di quel che sarebbe potuto accadere. "Nel Valdarno, alle dighe di Levane e La Penna, si tenevano febbrili consultazioni mentre dalle paratie usciva una mostruosa massa d'acqua di 2100 metri cubi al secondo. Alle 2,30 Figline Valdarno e la strada che la collega ad Incisa erano coperte da due metri d'acqua. Completamente isolata, coi pochi soccorsi che erano ...

Novembre 1966, i giorni del diluvio. (1) La cronaca e i dati

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Sei regioni e 34 province alluvionate, 118 morti Italia sott'acqua fra il 3 e il 5 novembre del 1966 Firenze 4 novembre 1966: l'acqua dell'Arno dilaga in piazza Cavalleggeri: presto la spalletta del fiume sparirà alla vista Ebbe un'ora precisa l'inizio dell'agonia di Firenze. Il più sconvolgente cataclisma della sua storia iniziò alle 7,26 del 4 novembre 1966: a quell'ora si fermarono gli orologi elettronici, come in un forte terremoto. L'ultimo ponte, quello di San Niccolò, veniva invaso dalle acque dell'Arno che straripavano dalle spallette. Il fiume toscano, con una portata di 4500 metri cubi al secondo, si era improvvisamente trasformato in un Po in piena, seminando insieme ai suoi affluenti morte e distruzione in tutto il Valdarno dalle porte di Arezzo fino a Pisa. Il centro di Grosseto allagato dall'acqua dell'Ombrone Passavano meno di venti minuti e a Grosseto, alle 7.45, l'Ombrone rompeva l'argine destro contemporaneamente i...

Ottobre 1984: un'ora di diluvio sconvolge Vaiano, nell'anno più bagnato di quell'epoca

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Il 1984 per molte zone della Toscana e del centro-nord, detiene un primato: è stato l'anno più bagnato di quel decennio. A Prato 41 anni fa caddero 1.173 millimetri di pioggia, circa il 20 per cento in più della norma di quel periodo. Ben cinque mesi (gennaio, aprile, maggio, settembre e ottobre) si chiusero con un bottino d'acqua superiore ai 100 mm, con valori di piovosità e frequenza ben oltre la norma nei mesi di maggio e ottobre.  Proprio ottobre riservò la fase di maltempo più intensa e concentrata di quell'annata meteorologica pratese, col più importante episodio alluvionale di tutto il decennio '80 del secolo scorso. A farne le spese fu soprattutto Vaiano, con una parte del paese devastata dal fosso Trescelle. Il centro di Vaiano devastato dalla tracimazione del Trescelle (foto Coppini, da La Nazione del 6-10-84) Dopo un settembre già sopra le righe e con temperature di circa due gradi inferiori alla media, il 2 ottobre una vasta e profonda saccatura atlantica c...

Il miracolo di Atacama: distesa di fiori lilla nel luogo più arido del mondo

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 “Come un fiore nel deserto” non è solo una metafora poetica o un modo di dire, ma la condizione realmente rara in cui si è trovato nelle settimane scorse il deserto di Atacama, in Cile. Si tratta della regione più arida del mondo, in cui cadono mediamente all’anno appena 0.6 millimetri di pioggia. Sul finire dell'inverno australe, una fioritura a tappeto di fiori bianchi e viola, estesa per chilometri, ha coperto il secco terreno. Come riportano alcune fonti giornalistiche, “secondo Cesar Pizarro, responsabile della conservazione della biodiversità presso l'Ufficio Forestale Nazionale del Cile, gli 11-12 millimetri caduti nel mese di aprile, unitamente alle nuvole basse che hanno bagnato il terreno durante la notte, hanno stimolato la crescita delle piante”. Ecco un video di Euronews sull'evento. Il fiore predominante è stato il "zampa di guanaco", un fiore viola che ha bisogno di poca acqua e preferisce i terreni sabbiosi. Gli scienziati stanno valutando se ques...

Ottobre 1992: il mese più piovoso del '900. L'alluvione di Poggio a Caiano

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  A mezzanotte del 31 ottobre l’Ombrone rompe 30 metri di argine, inondando Poggio a Caiano. Un mese di nubifragi, piene record, ingenti danni: per gran parte della Toscana quello di 33 anni fa è stato il mese più piovoso nella storia delle rilevazioni pluviometriche " In guisa allor di piccola isoletta,  Ombrone, amante superbo, Ambra cinge." (Lorenzo de' Medici) Nella tarda serata del 30 ottobre 1992, mentre fuori infuria l’ennesimo nubifragio, il turnista avverte la redazione centrale: "Bloccate la prima pagina, qui è un diluvio". Il torrente Vella è straripato, allagando piani terra, scantinati e garage a Galceti e Villafiorita. L’Ombrone ha superato il livello di guardia mentre a Calenzano la Marinella è a un passo dal traboccare. Anche da Firenze arrivano notizie allarmanti, per la rottura dell'argine del Mugnone. A quell’ora non c’è tempo per affinare le decisioni. Si cambia il titolo di apertura: "Maltempo, notte di paura".  Mentre il giorn...

Lungo termine, blocco atlantico con nuovo calo termico ma poca o punta pioggia a Prato

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Gran sole ed elevata escursione termica tra il giorno e la notte, felpa al mattino e pomeriggi a maniche corte. Questo ottobre 2025 è partito con caratteristiche molto diverse dai mesi di ottobre degli anni scorsi, almeno del 2024 e 2023, che furono molto piovosi e anche del 2022, che ebbe connotazioni quasi estive. A dominare la scena nel panorama europeo, come non avveniva da parecchi anni in questo scorcio di stagione, è una configurazione di blocco con caratteristiche quasi da “ ponte di Weikof” , ad indicare quella disposizione con anticiclone  atlantico che aggancia un’anomala alta pressione russo-scandinava, solitamente più consona ad occupare le scene europee nella seconda parte dell’inverno. In alto una carta prevista dal Centro meteo europeo (Ecmwf) per martedì prossimo, 14 ottobre.  Di conseguenza le correnti atlantiche sono costrette a transitare ad altitudini molto elevate, per aggirare l’alta pressione e tornare a rotazione da nord-est sotto forma di freddi venti...

L'uomo che collezionava fiocchi di neve

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La vita di molti appassionati della meteorologia è contrassegnata da un rapporto tutto particolare con la neve. C'è chi veglia le notti invernali per aspettarla, chi la fotografa in tutti i suoi aspetti e chi cerca di intravederne l'arrivo nei "run" delle mappe meteo di previsione.  Ma il caso di Wilson A. Bentley , conosciuto negli Stati Uniti come Snow Flake Man. F otografo e agricoltore, Bentley è davvero unico nella storia della meteorologia. Lui i fiocchi di neve li collezionava. Lo fece in modo meticoloso per quaranta inverni di fila, nel cortile della sua casa nel Vermont, Stati Uniti. "Fiocco di neve", come venne inevitabilmente soprannominato, mise assieme migliaia di microfotografie e non riuscì mai a trovare due fiocchi identici fra loro.  La sua prima osservazione risale al 1880. All'età di 15 anni, osservò al microscopio il disegno delicato dei cristalli di ghiaccio che formano il fiocco di neve. Fu lui il primo a fotografarli, impiegando te...

Il mare invade le strade dei lidi di Romagna

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Non è colpa dei tombini intasati o dei canali ostruiti o tombati. L'acqua che questa mattina - domenica 5 ottobre - ha invaso diversi centri abitati delle cittadine romagnole, da Cervia a Cesenatico a Lido Adriano , veniva proprio dal mare. La forte bora seguita all'innalzamento del mare dovuto all'insolita alta marea, ha aggravato la mareggiata già importante che si era abbattuta lungo la costa dell'alto adriatico, creando quello che viene definito effetto "storm surge". Come si legge nei resoconti di Meteo Romagna Meteo e dalle testimonianze raccolte da siti e giornali, le onde si sono spinte dentro le strade, provocando anche qualche allagamento e danno.  La Protezione Civile dell’Emilia-Romagna ha diramato un’allerta arancione per mareggiate e criticità costiera, invitando i cittadini a evitare il lungomare e le aree pinetate durante il picco della perturbazione. I venti ieri sui bacini intorno all'Italia ( carta pubblicata da 3BMeteo )  Un  breve vide...

Il severo autunno del 1991 in Italia e in Toscana

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Il 1991 è stato un anno meteorologico dai contorni netti : un inverno tornato maiuscolo con inusuale colpo di coda nel mese di aprile; un'estate torrida e lunga; un autunno fra i più piovosi degli ultimi decenni, in cui non sono mancati i freddi anticipati. Nel 1991 l'autunno segnò un'inversione di rotta rispetto agli anni precedenti, spesso caratterizzati da lunghi periodi anticiclonici e anomale situazioni siccitose. L'Atlantico tornò a dettare legge, ma anche i contrasti termici si fecero più accesi, determinando un proliferare di episodi micro-alluvionali e di dissesto idrogeologico che misero a dura prova la macchina della protezione civile.  Dal 1991 al 1994, il maltempo divenne il protagonista principale degli autunni italiani, come non accadeva dalla seconda metà degli anni '70. Nell'autunno 1991 alcune località del centro e del sud avvicinarono i loro record storici di piovosità stagionale, ma per buona parte dell'Italia gli autunni della prima met...

A Prato un settembre quasi normale

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 Il mese si è chiuso con medie di temperature e piogge di poco al sopra della media. Le medie di tre stazioni pratesi, i record di settembre e le curiosità. Il mese di settembre che si è appena concluso non sarà tra quelli che passeranno alla storia dal punto di vista climatico a Prato e dintorni. Termicamente è stato, come quasi tutti i mesi degli ultimi quattro anni, leggermente   sopra la norma del trentennio di riferimento 1991-2020. Ma è stato anche un mese più piovoso del normale, seppure non in modo eclatante. Le precipitazioni si sono divise in due periodi raggruppati: tra il 9 e il 13 e tra 22 e il 26 del mese. La giornata più piovosa è stata quella del 22 settembre, con un discreto quantitativo di pioggia caduta in poco tempo, circa un’ora, concentrata durante un temporale che, in alcune frazioni ovest di Prato e soprattutto a Montemurlo, hanno provocato qualche danno e allagamento. Insomma, niente di nuovo sotto il sole e nemmeno sotto le stelle. ( l'immagine s...