Ottobre 1984: un'ora di diluvio sconvolge Vaiano, nell'anno più bagnato di quell'epoca

Il 1984 per molte zone della Toscana e del centro-nord, detiene un primato: è stato l'anno più bagnato di quel decennio. A Prato 41 anni fa caddero 1.173 millimetri di pioggia, circa il 20 per cento in più della norma di quel periodo. Ben cinque mesi (gennaio, aprile, maggio, settembre e ottobre) si chiusero con un bottino d'acqua superiore ai 100 mm, con valori di piovosità e frequenza ben oltre la norma nei mesi di maggio e ottobre. Proprio ottobre riservò la fase di maltempo più intensa e concentrata di quell'annata meteorologica pratese, col più importante episodio alluvionale di tutto il decennio '80 del secolo scorso. A farne le spese fu soprattutto Vaiano, con una parte del paese devastata dal fosso Trescelle.


Il centro di Vaiano devastato dalla tracimazione del Trescelle (foto Coppini, da La Nazione del 6-10-84)

Dopo un settembre già sopra le righe e con temperature di circa due gradi inferiori alla media, il 2 ottobre una vasta e profonda saccatura atlantica centrata sulla Francia, richiamando nella parte anteriore forti correnti meridionali, provocò una recrudescenza di temporali sull'alto Tirreno e sulla Toscana si segnalarono i primi danni. A Prato caddero 19,4 mm il 2 ottobre e poi 44,8 mm il giorno 3.
Ma era solo un assaggio di quel che doveva accadere all'alba del 5 ottobre 1984. Nell'arco di un'ora, tra le 4 e le 5 del mattino, funi d'acqua accompagnate da violente raffiche di libeccio, fecero fermare il pluviografo del Centro di scienze naturali di Galceti sulla tacca dei 60 mm. Nel corso della giornata piovve ancora e la mia stazione misurò complessivamente 76,5 mm. Valori non eccezionali, ma esaltati dall'intensità del nubifragio dell'alba e dal fatto che l'area pratese da almeno una quindicina d'anni non era più abituata a simili precipitazioni così concentrate. Non abbiamo il dato di Vaiano, sicuramente superiore a quelli citati.



Nella prima immagine la mappa dei geopotenziali sull'Europa del 5 ottobre 1984 ricostruita dal Noaa, mostra il vortice centrato sulla Francia; nella seconda immagine la corrente a getto con i forti venti umidi e miti in quota sulla Toscana 

Le conseguenze furono disastrose, soprattutto nella Val Bisenzio e nelle periferie. Come riporta Piero Gherardeschi nella sua cronaca su La Nazione, "numerosi torrenti sono straripati: a Galceti le strade sono state ridotte a veri e propri fiumi in piena; auto in sosta sono state spazzate via, decine di appartamenti invasi dall'acqua e dal fango. Gravissimi i danni anche a Figline, a S. Lucia e nella zona industriale di Oste, Bagnolo e Montemurlo, dove molte aziende sono state costrette a sospendere l'attività".

Allagamenti in via Carlesi a Prato (foto Coppini, da La Nazione del 6-10-84)



Ma fu Vaiano - la cittadina più grande della Val di Bisenzio racchiusa fra i monti della Calvana e l'Appennino tosco emiliano - la zona più colpita, nella peggiore alluvione degli ultimi cento anni. Il fosso Trescelle che scende dalla frazione semi-montana di Schignano, tracimò a valle, inondando la statale Bolognese e la centralissima via Braga. Invasa dall'acqua anche la caserma dei carabinieri, oltre a decine di abitazioni, negozi e garage. Numerose frane su tutto il tratto valbisentino della statale e lungo le stradine che salgono dalla valle verso i paesi appenninici.

Alla periferia nord di Prato - Figline, Galceti e Santa Lucia - il fosso Bardena tracimò in due punti, allagando scantinati e garage ma anche alcuni seminterrati, dove l'acqua raggiunse il metro d'altezza. Decine le auto sommerse dall'acqua. Straripati anche i torrenti Bagnolo a S. Ippolito di Galciana e il Ficarello, allagamenti a Ponte dei Bini, Iolo e Fontanelle. Apprensione per i due fiumi principali, Bisenzio e Ombrone, che superarono i rispettivi livelli di guardia, ma la situazione tornò presto alla normalità. Dopo quell'episodio alluvionale, Prato ha aspettato fino all'autunno 1991 per ritrovare situazioni così pesanti e precipitazioni così abbondanti, anche se le situazioni davvero alluvionali, come ben sappiamo, si sono presentate in tutta la loro drammaticità nel 2023 e 2024. 

NOTE. La prima stesura di questo articolo è stata pubblicata dal sottoscritto sul MeteoMagazine di Meteonetwork il 14 novembre 2003. La versione presente è stata parzialmente aggiornata.




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